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Dove i sensi si incrociano per renderci umani

Come, le neuroscienze attuali,spiegano il perchè, in alcune persone, quando viene stimolata una modalità sensoriale, si registrano gli effetti dell’ “eccitazione”anche di submodalità sensoriali non stimolate? Ovvero, se il substrato neurale della sinestesia, come ho scritto nel precedente articolo, è rappresentato dall’attivazione incrociata, come questa si verifica? Per le neuroscienze tutti gli esseri viventi nascono con un eccesso di connessioni neurali. Già nel feto si registra la “potatura” di molte connessioni ridondanti al fine di produrre la caratteristica architettura del cervello adulto, che garantirà il nostro modo di essere individui. Quando un fattore genetico o epigenetico modifica tale architettura, l’effetto può essere un’attivazione incrociata di aree distinte del cervello (neurostato) con il suo correlato clinico (ad es. la sinestesia). Il quadro clinico sinestetico varierà in base a quali aree si trovano ad essere coinvolte nell’attivazione incrociata (alcune forme si manifestano con l’evocazione di un colore specifico ai mesi dell’anno oppure ai giorni della settimana). Allo stesso tempo, è possibile che, quando questa “iperconnettività” vada ad interessare altre regioni del cervello, nascano abilità tali, da consentire a questi soggetti, di raggiungere performance migliori di quanto facciano le persone con connettoma standard (la media delle persone ovvero, la normalità). Inoltre, è utile ricordare che, tutti gli esseri umani, entro i limiti, sono sinestetici poichè, se non vi fosse stata un’ attivazione incrociata tra submodalità sensoriali e, successivamente, tra diverse modalità sensoriali (vista, udito,olfatto, gusto, tatto) non avremmo espresso le abilità neurali che esperiamo, compreso la consapevolezza.  Al mio maestro, negli anni sessanta del secolo scorso, non era sfuggito, grazie all’amicizia ed alla collaborazione con il famoso antropologo Dart, quello che oggi rappresenta un caposaldo della biologia evolutiva. Dallo studio di tale scienza appare evidente che, nell’uomo, rispetto alle altre specie viventi con sistema nervoso complesso, l’attivazione incrociata è massima e ben localizzata. Infatti, confrontando il cervello dei mammiferi inferiori con quello di scimmie, primati ed uomini, notiamo un progressivo ampliamento della giunzione parieto-temporo-occipitale e del giro angolare, il cui sviluppo si rivela esplosivo negli uomini. E se, questa nuova architettura neurale, in parte conseguente a mutazioni del patrimonio genetico umano, in parte a fattori epigenetici ovvero, alla capacità che ha l’esperienza di regolare la sintesi proteica, comparsa ” casualmente ”  ( che non significa senza causa ) fosse stata, successivamente, indotta a svolgere una funzione diversa da quella per la quale si era evoluta originariamente ?.

D’altronde, nel corso dell’evoluzione, tale processo rappresenta la regola più che l’eccezione.

Siamo pronti per trattare la teoria dell’innesco sinestetico del linguaggio o del bootstrap sinestetico.

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